Geometria Musicale Aurea (I)

Entriamo ora nella geometria musicale aurea per spiegare, unitamente al fattore descritto degli 8hz, nei perfetti equilibri sonici manifestati nella natura che ci circonda. La natura canta a 432hz.

La voce è lo strumento primigenio ed essa definisce la basi per le sintonizzazioni per la sintonizzazione musicale, la scienza musicale parte dalla voce, gli strumenti musicali costruiti dall’uomo sono nati a sua imitazione. Ciò era stato ben compreso e verificato dalla corrente scientifica connessa a Platone Leonardo da Vinci suo insegnante Luca Pacioli.
La scala musicale quindi deve basarsi sulle caratteristiche “naturali” del “belcanto”, sulla “polifonia ben temperata” di Johann Sebastian Bach, sulle caratteristiche determinate dai registri vocali e su un valore del DO 3 di 256 cicli al secondo.

Nel 1738 a Lipsia venne fondata una SocietĂ  semisegreta da Lorenz Mizler, allievo di Bach, per le Scienze Musicali, con l’intento di mostrare i legami della matematica con la musica. Mizler affermava che “la musica è il suono della matematica”.
Diversi prestigiosi musicisti vennero invitati a diventare suoi membri, Haendel fu tra essi, lo scopo era quello di riportare la musica alla sua origine pitagorica, al suo fundamentum scientifico, diremmo noi.Il blasone di questa societĂ  era costituito da due forme geometriche: un cerchio, simbolo di perfezione e un triangolo, simbolo di TrinitĂ . Queste due forme erano circondate da api, simbolo del lavoro. Lo Statuto prescriveva che i membri della SocietĂ  lavorassero come le api allo scopo di riportare la musica alle sue origini matematiche. Abbiamo anche alcuni numeri annotati in questo cerchio: 1,2,3,4,5,6 , che conosciamo come il senario di Zarlino. Essi sono i primi suoni armonici. Se abbiamo una corda, divisa in 2 otterremo l’ottava. La divisione 3 a 2 ci dĂ  la quinta, 4 a 3 ci dĂ  la quarta, 5 a 4 la terza maggiore pura, 6 a 5 la terza minore. Per l’ammissione bisognava produrre una composizione musicale di natura matematica, e presentare un ritratto. Nel 1747 Johann Sebastian Bach entrato nell’Associazione in qualitĂ  di 14° membro, consegnò, insieme al ritratto ad olio richiesto realizzato da Elias Gottlob Haussmann, le Variazioni canoniche sul tema “Vom Himmel Hoch da komm ich er” (Io scendo dalle stelle), nel 1748 l’Offerta musicale. Nel 1749 avrebbe voluto presentare l’Arte della fuga, che non riuscì a terminare per le sue condizioni di salute. Insieme alle Variazioni Goldberg, queste opere costituiscono il suo testamento spirituale: una musica smaterializzata, costruita in base ad astratti princìpi di simmetria aritmetica e geometrica. Come giĂ  dice la parola, che significa “regola” o “legge”, la forma musicale che piĂą si presta a questo tipo di simmetria è il canone.

Una serie di voci che si rincorrono, ripetendo la prima in forma traslata, riflessa o proporzionale, come la sezione aurea. La prima grande serie di canoni bachiani si trova nelle Variazioni Goldberg (1741) nate per alleviare l’insonnia del conte Von Keyserling (questo ci fa pensare ad un esempio di musicoterapia, sarebbe interessante riaccordarle oggi a 432, il diapason che si utilizzava allora e verificarne gli effetti medicali). Analogamente è possibile ritrovare proporzioni, sezioni auree e teoremi anche in altri brani organistici, clavicembalistici e canori.